martedì 25 dicembre 2012

Uno di questi giorni


“Essere fatti di carne e nervi scoperti significa esistere fuori dal tempo e – per un po’ – fuori dalla narrazione. Il fumatore di crack che schiaccia il pulsante del Piacere per sessanta ore di fila , il commesso viaggiatore che consuma colazione, pranzo e cena incollato a una macchinetta del videopoker, l’amante del cibo arrivata a metà di una confezione da due chili di gelato al cioccolato, lo studente universitario chino sopra il portale internet con i pantaloni abbassati fin dalle otto della sera prima, il nottambulo gay che passa un lungo fine settimana assumendo cocktail di Viagra e metanfetamine: tutti costoro vi riferiranno (se riuscirete ad attirarne l’attenzione) che non c’è nulla di reale all’infuori del cervello e dei suoi stimolanti.
Per la persona alla ricerca ossessiva di stimoli, i grandi racconti di salvezza e trascendenza e i minuscoli frammenti di storie quotidiane come «odio il mio vicino» o «sarebbe bello andare in Spagna, uno di questi giorni» sono ugualmente illusori e irrilevanti. Ovviamente questo profondo nichilismo del corpo crea molte preoccupazioni ai tre bambini del fumatore di crack, al capo del commesso viaggiatore, al marito della mangiatrice di gelato, alla ragazza dello studente, al virologo del nottambulo. Ma la persona che vede questo materialismo abietto come una minaccia alla sua stessa identità è lo scrittore, colui che mette la fede nella narrativa al centro della sua vita e del suo lavoro.”
Farther away – Jonathan Franzen

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