venerdì 27 giugno 2014

“Preferisco ridere quando non c’è niente che va, perché nulla è veramente chiaro e nulla è assolutamente oscuro. Direi che tutto è complesso e che la verità è più vicina all’ombra. (…)
Giocare non è ingannare, ma rivelare le virtù dell’oscurità. È come per l’intelligenza, non so più chi l’aveva definita come lo stato dell’incomprensione del mondo. Questo ci riporta ai nostri poeti mistici per cui ciò che si vede è la maschera più perversa della verità. Lei sa, poiché l’ha vissuto nel suo corpo, che la chiarezza è un’illusione. Che cosa c’è di chiaro, di definibile, nei rapporti tra due esseri? Mi sembra che ci sia stato un momento di distrazione nella sua vita e questo si è prolungato: ci ha preso gusto, piacere, e si è messa a giocare per confondere le piste e sfidare gli sguardi.”
T. B. Jelloun - Notte fatale

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